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domenica 15 novembre 2009

" Gli spioni "

Nella scuola dove insegnavo l'anno scorso, in una prima elementare, c'era uno di quei bambini così detti 'certificati', il che vuol dire che aveva sempre vicina l'insegnate di sostegno. Il problema di questo bambino, che chiamerò Tizio, era che non riusciva a stare fermo in generale, girava in continuazione per tutta la scuola e la maestra di sostegno, che chiameremo Caia, giovane e inesperta, non poteva fare altro che seguirlo a destra e a sinistra per la paura che non uscisse in giardino da solo e uscisse del tutto dall'istituto. Più di una volta ha mobilitato tutto l'istituto perché si nascondeva nei posti più insospettati e quando lo chiamavi mica ti rispondeva! Seminava il panico spesso e volentieri. Quest'anno, che sono tornata ad insegnare nella stessa scuola, ho rivisto Tizio in classe seconda ma l'insegnate di sostegno è cambiata. E' una signora con esperienza pluriennale in sostegno di bambini con diversi disturbi e problemi e che c'è sempre stata in quella scuola, la maestra Sempronia. Le chiedo: "Senti come va quest'anno Tizio con te?” E lei: “Lo vedo bene, è contento, mi vuole bene, e gli ho chiesto ma non ti dispiace che non c'è più la maestra Caia? E lui mi ha risposto: No! Quella brutta spiona! Mi seguiva da per tutto!” - Uhahahahah!!! No comment !!! :) - Lui vagava per la scuola cercando di seminarla, lei ovviamente lo seguiva per il suo bene e lui invece si sentiva perseguitato! Questo per dire i diversi punti di vista no? Altro punto di vista è quello del tradimento. Ponendo che: A e B sono amici, A è fidanzato/a o sposato/a con C, A sa che B tradisce C con D, A deve dirlo a C ?? Il triangolo diventa un quadrilatero. Della serie: Iago ha detto ad Otello che Desdemona gli fa le corna con Cassio! Se A è assolutamente sicuro di quel che dice, cioè del tradimento avvenuto, allora secondo me sì, lo deve dire a B, proprio in nome dell'amicizia e solo in nome di quella. Sì ma voi vi chiederete cosa c'entrano la scuola e Cassio e Desdemona e tutto l'afabeto con la Storia dell'Arte. C'entra eccome se c'entra!

Nella storia dell'arte infatti abbiamo un magistrale esempio di spione nel dipinto di Velazquez qui sotto del 1630 intitolato 'La fucina di Vulcano', sottotitolo: Apollo comunica a Vulcano il tradimento di Venere con Marte; ribattezzato da me medesima: "Ma nooo! Ma perché sei andato a dirglielo?!?!". Entriamo nel vivo: guarda Apollo come arriva tutto scintillante e come si pavoneggia a petto in fuori finché con una sola frase a quell'altro gli sta facendo cadere la faccia per terra davanti a tutti i suoi subalterni!! Ma perché sei andato a dirglielo? Vulcano rimane trasecolato, gli altri restano con un palmo di naso e nella fucina cala improvvisamente il gelo tanto che l'altoforno alle loro spalle diventa una piccola grotta di superman al Pole Nord! Ma benedetto Apollo! Prendilo da una parte e diglielo con un po' di tatto no? Siete fratelli no? Fratellastri a dir la verità... e sei andato a dirglielo perchè anche se tu sei più bello resti sempre figlio illeggittimo? Invidioso! Perché in fondo ti rode perché Venere la volevi tu e invece ha scelto Marte? E se invece glielo stai dicendo perché siete amici abbassa quel ditino prima che lui te lo spezzi dalla rabbia, e per l'amor di tuo padre togliti quell'alloro dalla testa che lo sappiamo già di chi sei figlio! Dopo lo shock Vulcano giustamente grida Vendetta-Tremenda-Vendetta! Anatema su di voi! E adesso ci vanno di mezzo tutti, così alla cieca, anche Amore/Eros/Cupido che dir si voglia... (a sinistra 'Venere e Marte sorpresi da Vulcano' - Padovanino) Ma va bé diamoci tutti una calmata, cerca di ragionare. A parte che le corna fanno male a tutti, siamo d'accordo, ma pure tu, Vulcano, voglio dire, di che cosa ti meravigli? Ma hai visto quant'è figo Marte? Fisico statuario, elmo, scudo, mantello! E' un bronzo di Riace! E' bello anche quando sta seduto e non fa niente! E poi lei, quella è bella, è la Marlyn Monroe dell'antichità; e Marte rappresenta la virtù, la forza della natura e della gioventù, a lui è dedicato il mese della fertilità, non so se mi spiego... e lascia stare che poi l'hanno relegato a semplice dio della guerra come Attila flagello di dio, ma diciamocelo: tu, caro Vulcano, non è che sprizzi charme da tutti i pori come Marte, piuttosto potresti essere l'antenato del gobbo di Notre Dame! Sempre in sta fucina, al buio, con tutti i fumi tossici, sporco di fuliggine, coi calli, le bruciature e il sudore. E'! e poi si sapeva fin dall'inizio che era un matrimonio combinato solo perché eri figlio di chi eri figlio (pure tu come Apollo) e Marte no! Come dice il Grande Lebowsky: “Giovane moglie da esibire... per usare un'espressione dei nostri tempi... insomma queste cose si pagano...” Alla fine però in questa storia quel che non è chiaro è perché Apollo ha fatto la spia, forse aveva ancora il dente avvelenato per quella storia di Dafne e pensava 'se è andata male a me che sono il figlio di Zeus, per Giove!, non vedo perché non deve andare male anche a lui che non è nessuno ed è pure brutto!' Può essere un movente... Insomma la storia finisce che Vulcano giustamente si vendica, ma di chi si dovrebbe poi vendicare mi pare sia prima di tutto Eros: quello combina più danni che utile... e Apollo appunto ne sapeva qualcosa. Ma se vai da lui a chiedere conto è inutile, ti dice: "Bella forza prendersela con un bambino! Io stavo solo giocando col mio arco!” ti gira le spalle e dice: “Dai giochiamo all'impunito che vola via e al cornuto che cerca di farsene una ragione!" e spicca il volo canticchiando alla faccia tua "più bella cosa non c'èèèè..."

martedì 3 febbraio 2009

'Diamo a Cesare ciò che è di Cesare!'

Premetto subito che parla una che, come si dice al giorno d’oggi, viene da dark. Al tempo mi ci sentivo proprio parte, soprattutto perchè c’era una filosofia di vita sotto che si rifletteva poi in un atteggiamento esterno. Ero giovane quando coniai questo detto di cui vado fiera tutt’ora: "il punk si agita per tutto, il dark non si scompone per niente." Andando avanti negli anni, non so cos’è successo, sono cambiata, maturata, cresciuta, o semplicemente me ne sono fatta una ragione, insomma ne sono uscita senza però mai rinnegarlo e soprattutto sempre condividendo i punti più fondamentali e intimi. Dal di fuori, ma con la consapevolezza di chi parla con cognizione di causa, ho seguito tutte le successive evoluzioni di tale moda senza mai aderire a nessuna. Premessa numero due: Io sono del '77 quindi il dark che seguivo io era negli anni ‘90 il quale non era già più l’originale, ma solo il primo revival. Anche se non lo chiamerei proprio revival, perchè non era proprio tornato di moda, eravamo pochi a dir la verità a non cedere all'altro tipo di depressione/esasperazione del grunge. Non era come il revival degli Abba di adesso, ci siamo capiti. Comunque... la perplessità di questo post -nel quale mi dilungherò un po’ ma l’argomento mi sta particolarmente a cuore- o chiamiamola riflessione estetico-morale-filosofica, nasce da un bisogno di mettere i puntini sulle i riguardo quella che vuole soppiantare, o sembra aver soppiantato, o superato o evoluto il buon vecchio timido dark (il quale infatti is not dead, a differenza del punk). In poche parole io ce l’ho con i Goth! Avete presente no? Se non ne avete mai sentito parlare basta scrivere su wikipedia ‘moda gotica’ o peggio ancora ‘goth’ giusto per darsi un tono. Ecco io questa gente non la sopporto per un semplice fatto di correttezza o coerenza, non saprei come chiamarlo, per non dire ignoranza. Non sono qui a discutere i principi primi o ultimi fondamentali (che comunque dubito esserci) di questi personaggi goth, non mi interessano a priori quando vedo già in partenza la questione è confusa, per non dire completamente sbagliata. Vi spiego: avendo presente come vanno in giro vestiti questi personaggi dei fumetti (perchè altro non sono, e non li definisco così a caso), mi domando e dico: e dove sarebbe il ‘gotico’ scusa? Questa gente, chi ha creato questa moda e l’ha battezzata gotich o goth che dir si voglia, che dovrebbe prendere le mosse dallo stile gotico, dico questa gente ha la minima idea di cosa era il vero gotico con la G maiuscola? Cioè la vera corrente artistica, quella che inizia a metà del 12sec in Francia, in Italia verso la fine del 14sec e che ne dura almeno almeno altri 3. Quella quella! Quella di gente come Pisanello e Paolo Uccello (a sinistra la prinicipessa di 'San Giorgio salva la Principessa dal Drago') per dirne due (a destra sfilata in abito d'epoca). Ne sapevano qualcosa quando hanno deciso di dare questo appellativo a una moda del genere? Secondo me NO! Tutto parte da un’errata concezione, o uso comune errato, di vedere o pensare al Gotico come tempo oscuro di magie mostri, forze occulte, messe nere, satana eccetera eccetera. Insommna tante cose che ti danno una brutta sensazione di buio, nero, basso, angusto e cattivo. Ho una notizia per i miei amici goth... il gotico, questo sconosciuto, era tutto teso all’innalzamento verso la luce! Luce dalle vetrate, e giochi di luce dai loro colori. (vedi destra... li vedi i colori?) È sì cari miei! Ora suppongo, e non ho ragione per non farlo, che questa gente sia ignorante in materia, ma dico: non bisogna mica essere Achille Bonito Oliva per sapere qualcosa di storia dell’arte, per il volgo c’è wikipedia, usatela no? Digitate ‘moda goth’ e ‘periodo Gotico’ in due ricerche diverse, leggete, e ditemi quante affinità trovate! Siccome la più grande espressione del gotico è stata nell’architettura, vediamo di farvi capire con alcuni esempi, direi lampanti, e qui mai il termine fu usato meglio a dispetto dei nostri bui amici gotthici! -I gotthici, ormai ho deciso che li chiamo così, per distinguerli dai veri Gotici , cioè quelli che vissero veramente quella ‘moda’ nella loro contemporaneità! - Guardate l’immagine qui a sinistra, direi che parla da sola! La cattedrale di Beauvais, ufficialmente Saint-Pierre de Beauvais, è uno dei più celebri esempi di architettura Gotica. Rimasta incompiuta, venne costruita con l'intento di erigere nella cittadina di Beauvais la più alta chiesa cristiana in assoluto. Io non ci vedo niente di angusto (la più alta) e cattivo (cristiana, a prescindere dalla tua religione). Ma se questo esempio non vi bastasse, bè digitate ‘immagini cattedrali gotiche’... un elenco di nomi e di immagini qui sarebbe impossibile nonchè inutile. Primo ultimo e non ultimo il nostro duomo di Milano.

Ma torniamo a parlare un po’ di questa moda cattivissima e vampiresca dei gotthici. Confrontiamo. Anche qui direi che le immagini parlano da sole... a sinistra vero vestito dell'epoca in un afrresco, a destra un'esponente contemporanea....
ma MAGAAARI FOSSI GOTICA FIGLIA MIA! Vuoi mettere l’eleganza del vero gotico 2e3centesco! Mai visto un ritratto di dama del tempo? Non vedo nessun rossetto e unghie nere, corna, pircing e ragnantele, calze a rete strappate e borchie. Ma per favore dai! Forse le uniche cose che c’entrano sono i guanti ma certo non a rete strappate! A un certo punto verso la fine degli anni '90, quest’associazione carnevalesca dei gotthici prende diverse strade. Le più inconcepibili, o inconciliabili con la parola ‘gotica’ sono il CYBERgoth (che se ci pensi è una contraddizione in termini!) di cui la rappresentante nella foto, e il FETISHgoth (una cosa è il fetish – e qui ci sarebbe da fare una ulteriore distinzione tra fetish e oggetto feticcio- il sado e il bondage altro è il gotico, perchè uno a cui piace il fetish non può essere colorato? Non può avere come oggetto feticcio una banana di peluche leopardata? Deve avere solo croci?). Poi c’è il VAMPIREgoth, il quale tutto sommato sarebbe anche il più decente (a volte addirittura elegante) dei tre sopra, e che è un po’ anche lo stile di Marylin Manson in alcuni video, cilindro o cappello gessato, monocolo, bastone, giacca lunga dietro. E sai perchè risulta sopportabile? Perchè questa vampiregoth deriva dalla Elegant Gothic Aristocrat dello stilista e musicista Mana, (Jappone, 1999) che si basa sul connubio tra moda aristocratica e moda gotica. Cioè vuol dire che è stata pensata e fatta da una ricerca di gente del mestiere. Questo stile, secondo me, sembra essere il più sensato, anche perchè se ci rifacciamo a storie di vampiri il famoso conte Vlad visse proprio in quel periodo (1431-1476) ma resta il fatto che dubito fortemenete che il conte e i suoi contemporanei scadessero in eleganza come i loro posteri goth, per non dimenticare che stiamo parlando di esseri –vampiri- di fantasia! Insomma per concludere io vorrei che fosse fatta giustizia, che sia ridata eleganza ad un termine che lo merita e non che sia bistrattato così. Ma allora come definire i nostri amici gotthici ormai orfani? Io direi meglio che sono degli ‘altomedievali’ o addirittura dei romanici! NON che i ‘romanici’ si vestissero in quel modo, ma se dobbiamo restare in tema di scuro e oscuro... esempio lampante anche qui architettura delle chiese ci viene in aiuto, le romaniche erano anche più buie di quelle paleocristiane perchè mancavano di grandi vetrate, i tetti erano bassi, addirittura avevano arcate cieche e fori-finestra finti. ‘Prima dell'VIII secolo si può inquadrare l'arte altomedievale nello studio delle produzioni artistiche delle popolazioni barbariche, tra le quali assume un particolare rilievo l'arte longobarda.’ Andate a farvi una cultura almeno solo di immagini. Ultima cosa sempre riguardo la moda nei vestiti goth... Confrontiamo: a sinistra abito confezionato su modelli dell'epoca . Prego notare l’eleganza della vita stretta (sia qui che sopra) del piccolo strascico a volte, lo scollo e le maniche da aderenti a svasate. E quest’altro a destra? Gooooth, molto goooth certo.... immaginatelo con dentro una ragazza col rossetto nero, calze a rete strappate, capelli rasta neri tirati su a forma di corna, o lisci davanti agli occhi, croci al collo, scarponi con borchie e borsetta col teschio di Jack Skeleton... ma guardatelo bene, il vestito in sè... ... se fosse bianco o di un altro colore, o a righe colorate - perchè i colori esistevano già è! non esisteva solo il nero- chi se lo metterebbe? Neanche un’abajour nel peggiore barocco!... Devo dire altro?



martedì 2 settembre 2008

La Ragazza con l'Orecchino di Perla

Oggi parliamo (o meglio mi voglio dilungare), a 5 anni di distanza, o se volete a più di 3 secoli, del pittore olandese Jan Vermeer e del suo famoso ritratto ‘Ragazza con orecchino di perla’ (o ‘Ragazza col turbate’ 1665). Nel 2003 è stato tratto un film che narra la storia di tale ragazza ritratta, film tratto a sua volta dall’omonimo romanzo di Tracy Chevalier. Quindi, per chi non avesse chiaro il procedimento si ha nell’ordine: Jan Vermeer vero pittore esistito 3 secoli fa, dipinto della ragazza, sempre 3 secoli fa, romanzo della Chevalier, 2003, 3 secoli dopo, film stesso anno. Mi sento di parlare e/o criticare questo film per diversi motivi. E’ andata così: partendo dal fatto che i pittori olandesi sono qualcosa di assolutamente stupefacente per la mente e per lo sguardo, e Vermeer resta uno dei miei preferiti su tutti, quando ho dovuto affrontare l’esame di Lingua e letteratura inglese all’università, e ho visto nell’elenco tra i testi a scelta quel romanzo, cogliendo due piccioni con una fava l’ho subito scelto. Dopo di che, siccome a quel tempo un intero libro da leggere in inglese era un po’ troppo per il mio livello, astuta come una faina l’ho comparto anche in italiano, così per poter confrontare la traduzione e capirlo meglio; cosìche quando è uscito nelle sale il film non potevo perdermelo (ps.: ma quell’anno ho visto un saaaacco di film che potevo anche perdermi!... va bè). Entriamo nel vivo della mia critica. Il film, è stato candidato l’anno dopo agli Oscar con tre categorie: miglior regia, fotografia e costumi. Sapete quanti/quali ne ha vinti? Neanche uno, nessuno. E qui ci chiediamo chi erano gli altri candidati e di conseguenza i vincitori. Siccome l’elenco si dilungherebbe troppo, stringo dicendo per chi non lo sappia i candidati per ogni categoria sono 5. Cominciamo: per la miglior regia ha vinto Il Signore delgli Anelli, per la miglior fotografia ha vinto Master and Commander, e per miglior costumi sempre Il Signore degli Anelli. ...attimo di riflessione... Ecco, se avete visto tutti e tre questi film, come me, o anche solo i due premiati, spero che converrete con me che è stato uno scandalo! ....Ma dico... ma Il Signore degli Anelli??!!! Ma ci rendiamo conto? Film che io sono andata a vedere a Bologna (il primo) al Future Film Festival solo perchè il mio amico invasato del genere aveva avuto due biglietti omaggio ad UN EURO e perchè quel pomeriggio io non avemo davvero altro da fare (Il secondo l’ho visto in dvd costretta dal resto della compagnia, e il terzo l’ho saltato a piedi pari). Il Signore degli Anelli miglior regia??? Miglior costumi?? E miglior fotografia Master and Commander??? A mio modesto parere di critica, sarò all’antica ma dico: la regia nel Signori degli Anelli, quale regia? All’80% è computer e non dite che non è vero; i costumi sono tutti inventati perchè trattasi di tempo e luogo inventati, e in fine miglior fotografia Master and Commander... quale fotografia scusa? Con tutta quella nebbia!!... Eh’! io dico che c’è stato un boicottaggio come al solito guidato dagli incassi, nel primo caso, e da Russel Crow attore del momento. La moda del momento era il fantasy (come poi per Harry Potter, che poi anche qui potrei aprire una parentesi quadra dicendo che mi pare che siamo arrivati al punto in cui si concede agli adulti di restare ragazzini con questa odiosissima sindrome di Peter Pan e continuare a leggere i fumetti, e i figli nel caso li avessero avuti invece si snocciolano le saghe più improbabili di 10 tomi ciascina come Signore degli Anelli, Harry Potter, Narnia... tra un po’ leggeranno pure l’Istitutio Oratoria di Quintiliano in tutti i suoi 12 libri se qualcuno gliene fa un film poi!) le mode incassano, i registi producono, i film vendono, i film vincono. Quando invece io direi che La Ragazza dall’Orecchino di Perla almeno uno tra miglior fotografia o costumi lo meritava ampiamente a occhi chiusi, e su questo non transigo! Se lo avete visto, e soprattutto se conoscevate già prima la pittura olandese e di Vermeer in particolare, non potete non concordare o non ricordare che a volte pareva di vedere un particolare quadro olandese prendere vita e muoversi. (Anche in una cosa semplice come pulire i vetri di una finestra! Sfido tutti i profani dell'arte olandese,e chi non ha visto il film, a dire a prima vista quale delle due immagini che vedete qui è il quadro e quale la scena del film) Per me certe piccole scene, certi piccoli particolari erano a dir poco stupefacenti! Più volte restavo a bocca aperta. I costumi poi, e la ricostruzione degli interni, la luce importantissima, tutto lo studio che c’è stato dietro il bisogno di fedeltà di usi e costumi del secolo, non è stata valutata correttamente secondo me. E lì non si tratta di computer o invenzione fantasy. Lì si tratta di fonti vere, di studio, di verifiche, di stile vero, di mani vere, di sarti veri... Chiudo la parentesi strettamente legata al film per aprire quella legata alla storia collegata al libro. Il libro devo dire che è molto bello, si colgono davvero i sentimenti di Griet, che povera e ignorante vive in ristrettezze maggiori di quelle di prima dopo l’incidente del padre, e trova ‘riparo’ come cameriera in questa ricca nuova casa della famiglia Vermeer. Solo che i personaggi che vivono e ruotano in quella casa non sono della più simpatica specie. A partire dalla gerarchia delle sue colleghe cameriere, per passare dalle figlie del pittore, figlie che ogni tanto si moltiplicavano, per non parlare della moglie signora padrona della casa, e poi anche lui, il maestro Vermeer, non è che sprizzasse allegria e compassione da tutti i pori. I personaggi correlati poi... dal viscido venditore d’arte al figlio del macellaio che anche se alla fine era l’unico con cui si poteva avere un dialogo, era pur sempre un ragazzo tagliato troppo grossolanamente per una che non si poteva nemmeno scoprire i capelli. Cito di proposito questa cosa dello scoprirsi i capelli perchè purtroppo è uno dei particolari che fa scadere di molto la trasposizione in film del libro. Sì perchè non lo avevo ancora detto, a dispetto dell’altissima prestazione della fotografia e dei costumi e ambientazioni ecc ecc il film mi ha lasciata molto delusa su questo fronte. Griet prima di tutto sembra solo una che, detto in parole pavore, ‘ha paura di stare al mondo’; i suoi continui sospiri e spaventi emozionali sono decisamente toppi; forse è parso l’unico modo al regista di esprimere tutto l’imbarazzo e il resto dei sentimenti nuovi e confusi che lei provava in certi momenti, e che nel romanzo sono invece davvero ben descritti e coinvolgenti, mentre nel film tutto finisce in un ‘Hh!’ (Che già al terzo dici ‘èh madonna! Sta calma)... Poi questa cosa dei capelli, dicevo, si coglie benissimo nel romanzo (e non sto qui a dirvelo, ve lo andate a leggere perchè davvero merita!) cosa voleva davvero significare a quel tempo per una giovane ragazza. Così come la scena verso al fine dove lei, ripresa dall’alto, passa sulla stella dei venti a mosaico in una strada che percorreva sempre, la narrazione non fa assolutamente cenno a cosa quel passaggio volesse significare dentro di lei. Così come nel trovar la piastrella rotta, la quale situazione mi ha fatto commuovere leggendola mentre in video credo che pochi abbiano davvero colto l’intimo dolore di Griet. Ultima ma non ultima per delusione, la scena di quando riceve gli orecchini. Massima delusione per questo, mi dispiace dirlo. Insomma questo è quanto... Concludo dicendo che quando le luci si sono accese il mio ragazzo del tempo, costretto da me a venire a vedere questo film, dice: “bè, la storia è praticamente nulla!” IO lo guardo delusa ma subito mi rendo che però per tutti quelli che come lui non avevano/ hanno familiarità con l’arte olandese, nè abbiano letto il libro, questo credo sia il risultato di massa... Non puoi rimanere affascinanto dal vedere un quadro prendere vita e muoversi se non lo conosci, e non puoi immedesimarti nella protagonista solo perchè ogni tanto si spaventa... Peccato, davvero.

martedì 12 agosto 2008

City Gallery Atto I° (Le più improbabili vie dell'apprendimento artistico!)

Domenica scorsa, la prima santa domenica di riposo dopo taaanto tempo, come al solito qui nella dubbiosa Dublino il tempo era incerto (Never trust in irish weather!), perciò dico che facciamo? Ti va se andiamo a visitare quell'altra gallery che dice sempre Oscar che a lui piace di più della National? - (quella dove c'è il favoloso Carvaggio per intenderci) - Ma sì dai. - Trattasi della Dublin City Gallery Hugh Lane.

Ok andiamo. Arriviamo. Fuori, davanti all'entrata come prima cosa si impone 'Sara Dancing' : una delle istallazioni di Julian Opie della serie 'Walking on O'Connell Street' che da un anno a questa parte animano una delle strade più grandi e fomose della città con questa idea geniale di personaggi fatti di lucine che camminano. Dico: guarda! non l'avevo mai vista! Certo non l'avevo mai vista perchè non ero mai andata là prima; ma il mio stupore era dato dal fatto che davo per scontato che quelle istallazioni fossero solo ed esclusivamente in e per O' Connell street, per il semplice motivo che camminano, e in O'Connel street si cammina, e non le immaginavo sparse per la città. Ma infatti poi riflettendoci Sara dancing non cammina, e più che ballare diciamo che ondeggia da destra a sinistra e viceversa in moto perpetuo. (http://www.youtube.com/watch?v=bk8VgGhxOVU ) Comunque dopo aver preso il depliant all’ingresso della City Galley ed essere tornata a casa mi si è aperto tutto un mondo! La ma ignoranza è andata diminuendo per gradi, a forza di collegamenti, o se volete nello stesso tempo la consapevolezza di essa è andata maggiormente manifestandosi. Tutto un circuito di conoscenze inconsce e ignoranze pregresse intrecciate delle quali ora cercherò di spiegare il funzionamento beffardo! Vado: pur essendo quasi un anno che vedo quei personaggi di lucine camminare in O’Connell street, e pur essendomi chiesta più volte di chi potessero essere, non ho mai approfondito la ricerca per saperne di più... tanto erano lì tutti i giorni... Ma da quado ho preso quel volantino la mia mente si è espansa! Prima scoperta: questi personaggi, in tutto cinque, ho scoperto avere un nome proprio, almeno Sara, Jack e Julian, gli altri tre sono solo illustrati senza didascalia sotto. Seconda scoperta: questi personaggi non sono prerogativa di Dublino, ma qualcuno li ha già potuti vedere a Phoenix in Arizona, a Boston, ad Indianapolis e a Toronto! E questo già mi ha dato una visione completamente diversa di tale installazione. Terza e ultima scoperta (la quale mi ha fatto pensare la tipica e conclusiva frase AAAAAAA, hai capito chi è!) : andando sul sito e guardando lo stile dei disegni con quei contorni marcati neri e gli occhi piccoli li collego subito alla copertina del Best of dei Blur. Questa qui . E leggo che ha fatto pure qualcosa di simile per gli U2. Ecco... tutto questo mondo mi si è rivelato nel giro di cinque minuti, e mi sono sentita più stupida che ignorante perchè ce l’ho avuto sotto il naso per un anno e se non fosse stato perchè non avevo altro da fare quella domenica, non avrei mai collegato tutte queste cose, con il rischio che magari tornata in Italia un qualche mio amico o peggio ancora professore all’univeristà mi dicesse ‘Aahh Dublino! Allora avrà sicuramente potuto ammirare le ultime installazini di Julian Opie famose in tutto il mondo di cui purtroppo noi qui in Italia ancora non possiamo godere!’ E io avrei fatto la tipica figuraccia con quell’espressione che vuole dare a bere a chi ne sa più di te che al momento questo piccolo dettaglio dell’artista di fama mondiale non gli sovviene, ma in realtà non sa assolutamente un piffero irlandese bucato di cosa si stia parlando, dopo che invece le ha viste per un anno intero. E poi quando finalmente hai l’illuminazione vaglielo a fare credere che sì le hai viste davvero per un anno! ... :( Vedi tu se alla fine di tutto un semplice Best of mi poteva salvare la faccia! Menomale và! ;)

venerdì 23 maggio 2008

Distrazioni

Sai quando uno è distratto? O per meglio dire quando non riflette? Come quando da piccolo ti facevano quei giochi ‘ripeti 20volte latte latte latte...’ e poi ti chiedevano cosa mangia la mucca e tu rispondevi ‘latte!’ ??? ecco cose così intendo, quando uno non riflette...

Allora in questo post mi ricollego al post precedente sul quadro di Caravaggio per poi approdare a una cosa che apparentemente non c’entra niente, ma come dicevo all’inizio, se qualcosa ti fa venire in mente un’altra cosa qualcosa c’entra! Non c’entra ma c’entra! Ecco in questo post ci sono diversi elementi che si intrecciano: 1 Caravaggio, 2 GesùCristo, ma l’anello di congiunzione più importante nel tutto è mia mamma! Cominciamo: Prima parte: Un po’ di settimane fa è venuta a trovarmi qui a Dublino appunto mia mamma. È stata 5giorni e le ho fatto vedere un po’ di city e un po’ di country side. Il penultimo giorno l’ho portata alla Nantional Gallery, dove ho potuto sfogiarle tutta la mia cultura sull’arte. In particolar modo ci siamo fermate davanti alla Cattura di Cristo del Caravaggio (di cui sopra). Mentre le spiegavo il dipinto, come ultima cosa le volevo far notare che le guardie che vanno a catturare Gesù nell’Orto degli Ulivi erano vestite in modo contemporaneo al Caravaggio e non in vesti romane, come avrebbe dovuto essere. Dialogo: io: e poi vedi come sono vestite le guardie?” E lei: mh.” Io: vedi che non sono vestite da romani? E lei, cogliendo subito –senza riflettere- dalle riminiscenze cattoliche che tutti abbiamo dice: certo xchè i romani se ne lavarono le mani”. E io: NO! Che c’entra? E chi l’ha preso allora? Non sono andate le gaurdie romane a prenderlo nell’Orto?” E lei: A già è vero!” E io: E allora ti sembrano vestite da romani queste guardie? Guarda bene, guarda l'elmo!” E lei: è no, e come mai allora?” E io: Ma dio santo, ma ti sei anche vista la fiction su Rai1 su Caravaggio, ma cosa ti ricordi allora? Niente!” (e qui si aprirebbe un lungo discorso su tutte le fiction che guarda mia mamma la sera...) Va bè comuqnue, non so forse pretendevo un po’ troppo, ma mi pare che un elmo d’età medievale/moderna (sinistra) si distingua facilmente da un elmo romano (destra). Ma in ogni caso questa è una di quelle cose che se uno, non del mestiere diciamo, non ci ragiona quei 5 secondi finisce per mettere inconsciamente tutto nello stesso calderone. Quindi mia mamma è scusata... anche se ha visto la fiction! ;) Detto ciò quando si è resa conto che le vesti non erano romane e mi ha chiesto e allora come mai, io le ho spiegato il motivo che ‘tutti’ sappiamo che Caravaggio era fortemente criticato proprio perchè poneva i suoi personaggi sacri in vesti contemporanee (le scandalose se pur vestitissime Madonne, forse nude avrebbero fatto meno scandalo). Allora mia mamma ha detto: “Aaaaaaan!” ( = onomatopea della rivelazione della congiunzione logico/visiva!). Ok, questa era la prima parte del non c’entra ma c’entra. Seconda parte: In un pomeriggio d'inverno sotto Natale mia madre è stata, e l'abbiamo portata in Ospedale. Dovete sapere che la sala d'aspetto dell’Ospedale di Borgo Roma di Verona è veramente vuota e squallida (quasi come le sale d’aspetto della Polizia qui a Dublino). Ma qualcuno quell'inverno aveva avuto la buona idea di dare un tocco natalizio e aveva allestito su un tavolone un Presepe. Duramte la lunga attesa, mi annoio, mi alzo, faccio un giro e do un occhio. Mi viene in mente quando da piccola mi piaceva mettere le statuine, fare le casette di cartone, mettere il muschio vero, far camminare i Re Magi un passettino al giorno... insomma in tutto questo epifanico e tardo romantico flash back, mentre i miei occhi giravano lì in quei Presepe messo lì alla meno peggio, vedo in un angolino, da solo, una strana statuetta, lontana dalla folla dei pastori vicino alla capanna. Un uomo con un vestito lungo marrone. Non sembrava né un Re Magio (non ho mai capito se il singolare di magi è Magio!), né un pastore, né un romano, aveva le mani giunte però... ... Guardo bene, aguzzo la vista... e chi era???? SAN FRANCESCO D’ASSISI !!!!!!! (e come si dice in veneto: tra un po' me' rebalto!). Alchè ho sbuffato e me ne sono tornata a sedere. Perchèèè?? ma come Perchè???

Riflettiamo gente! Riflettiamo un attimo e vedrete che il cerchio si stringe: San Francesco d’Assisi, anzi Giovanni Francesco Bernardone all’anagrafe, nacque nel 1182: cioè 1182 anni DOPO la nascita di Gesù, 1182 anni DOOPO quel primo Natale che si stava festeggiando in quel piccolo tavolo allestito nella sala d'aspetto! E solo nel 1210 –sempre DOOOPO la nascita di Gesù- l’ordine dei francescani viene riconosciuto come tale da Papa Innocenzo III. Tutti i San Franceschi che avete visto nei film e/o fiction, dal più famoso Fratello Sole Sorella Luna con Graham Faulkner (in alto a sinistra),

agli italiani Ettore Bassi a sinistra e Raul Bova a destra (che detto tra noi, altro che 'il poverello di assisi'! Pur nella loro francescana povertà e castità, non so chi sia il più attraente tra i due!) e addirittura Mickey Rourke (che di povero e casto certo non aveva niente!) nel 1989 e l’ultimo Ethan Hawke, o nei cartoni animati o nelle pitture o sculture che abbiate mai visto vengono tutti DOOOOOOOPO la nascita di Gesù, giusto per intenderci. Quindi mi domando: che cavolo ci faceva san Francesco nel Presepe??? Altro che consecutio tempore! Non è che qualsiasi statuetta che abbiamo, che riguardi o richiami la santità, va messa nel presepe! E va bene ti concedo che san Francesco è stato quello che ha allestito la prima rappresentazione di presepe vivente nel 1223, e quindi ne richiami l'inventore di tutto l'ambaradan, ho capito, ma DOOOOOOPO!!

Per il vostro prossismo Presepe, chi avesse una statuetta di Padre Pio o di Raul Bova...