venerdì 14 marzo 2008

' Gli Impressionisti , Fuoco Incrociato '

Premesso che io adoro le opere impressioniste, mi sono trovata a riflettere.

Vi faccio qualche nome. In ordine di anzianità: A. Renoir 1814, C. Pisarro 1830, E. Degas 1834, A. Sisley 1839, C. Monet 1840.... e pooooi c'è E. Manet 1832. Ma perché ho messo Manet dopo puntini puntini?? Andiamo con ordine. Tenendo presente che ho studiato su un manuale di tutto rispetto come il De Vecchi Cerchiari, correlato da altri testi di altri professori che non sono gli ultimi arrivati, ho notato, io che non sono nessuno, un po' di confusione su questo movimento e i suoi protagonisti, ma più che confusione forse è meglio dire diversi punto di vista. E allora adesso dico anche il mio, sempre per il discorso che vi piaccia o no anche io ho diritto di dire la mia. La mia riflessione è molto semplice. Seguitemi, occhio alle date e ai nomi.
Allora: gli Impressionisti fecero 8 esposizioni indipendenti dal Salòn ufficiale dal 1874 al 1886. Nel 1873 Pissarro propone una Società per Azioni per tutelare interessi e sopravvivenza di coloro che non erano allineati al gusto accademico dei Salòn. A tale Società aderiscono (oltre a lui) Monet, Renoir, Sisley, Degas, la Morrisot e Guillaumin. Manet (quello dell'Olimpia e Colazione sull'erba per intenderci, che secondo me era un pochettino altezzoso) li guarda da lontano e dice 'bravi bravi bella idea, complimeti vivissimi, appoggio in pieno PERò IO non mi associo.' E sai perché? Perché quell'anno gli avevano accettato una tela e un acquerello al Salòn, e anche negli anni successivi era l'unico che bene o male con una o due opere al Salòn se la cavava. Secondo me era uno che diceva 'se mi accettano al Salòn bene, sennò io faccio da solo, fateme lavorà!' Ecco. Addirittura quando il dipinto del 1875 non viene accettato, e fa scandalo, lui dice 'se volete venire a vederlo è a casa mia!'. ... Ora dico: non potevi metterlo con gli altri tuoi compagni impressionisti? No. Va bè... Comunque torniamo al mio discorso.
Un qualsiasi testo di storia dell'Arte ti nomina come unici veri impressionisti Degas, Monet e Renoir. E mano mano che prendevo appunti si allargava il mio dubbio. Renoir ce l'abbiamo presente no? La Colazione dei Canottieri (1881, la prima immagine in lato), ok lui tra gli impressionisti ci sta di sicuro. Monet il Ponte di Argenteuil 1874 o tutte le serie della Cattedrale di Rouen e le Ninfee... uno che è riuscito a nobilitare anche i Pioppi! Vuoi che non lo mettiamo? lui ci sta a tutto tondo direi.
Ma DEGAS!.. (che tengo subito a precisare alla fine è quello che mi piace di più) ...Parliamo di Degas. Forse da qui in poi qualche storico dell'arte rabbrividirà, o qualche mio professore mi boccerebbe in tronco... ma abbiate pazienza: Degas questo borghese parigino di Montmartre, che diceva 'nessuna arte è meno spontanea della mia', che credeva fortemente nella posa del soggetto per poterla costruire a suo piacimento, che non ebbe mai il problema di rinsaldare la forma perché nato come come pittore realistico usò sempre il disegno preciso, che al plein air preferì sempre lo studio eseguito a memoria e con l'aiuto della fotografia, che quelle poche volte che dipingeva paesaggi o esterni lo faceva solo perché gli piacevano i cavalli... insomma Degas, che per me tra l'altro ripeto è il migliore proprio per tutte queste ragioni sopra elencate, perché me lo devi mettere tra gli impressionisti? Se contraddice praticamente tutte, e dico tutte, le conditio-sine-qua-non per essere impressionista? Perché? Perchè li conosceva? Perché nel 1871 anche lui ha seguito Monet ad Argenteuil? Dove si verifica quella coincidenza di soggetti con l'amico Monet? Ma nelle tele è ben visibile che ognuno di loro due restava comunque nel suo personale stile differente dall'altro (forse si davano le spalle!). Perché, te lo dico io perché, forse l'ho capito: perché in tutta la serie di esposizioni impressioniste è l'unico, assieme a Pissarro, che c'è dall'inizio alla fine, tranne in una quella dell'82! Volete la prova? Facendo solo i 4 nomi più importanti che ci interessano: 1° 2° e 3° expo Degas, Pissarro, Monet, Renoir, 4° Degas Pissaro, Monet, 5° e 6° Degas, Pissarro, 7° Pissarro Monet Renoir, 8° Degas Pissarro (in quest'ultima Monet Renoir e Sisley si rifiutano di esporre per la presenza di Seurat: della serie se c'è lui io non vengo!). Allora questo cosa vuol dire? Che Degas, anche se non faceva le 'stesse cose' degli altri impressionisti an plein air, esponeva lo stesso con loro perché si sentiva comunque affine sui contenuti restando differente nella forma, e invece quell'antipatico di Manet, che comunque era andato anche lui ad Argenteuil, così giusto per provare e poi se ne ritorna nel suo studio (come Degas appunto), non volle mai essere 'confuso' con loro. Ma chi ti vuole? Ma stattene a casa! E non venire ad Agenteuil a spiarci! E allora Pissarro? Anche lui c'è stato in tutte le esposizioni, la Società l'ha proposta lui per tutti in uno slancio social protezionista! Eppure quando si parla di Impressionisti il suo nome, alla grande massa, quelli del sentito dire, non è arrivato come quello di Manet.
Allora cosa devo concludere? E da qui in poi scusate ma mi infervoro.
Manet: non vuole/vuoi/volevi essere confuso con gli Impressionisti? Ok stai tranquillo. Fuori uno. Degas: non dipingi en plein air, mi dispiace, sono scelte, fuori due. Pissarrò: non si sa perché ma se non studi storia dell'arte seriamente non se lo ricorda nessuno, e fuori 3 suo malgrado. Sisley: c'era solo in 4esposizoni su 8 e nemmeno tutte consecutive, e il suo nome fa la stessa fine di Pissarrò, ma a questo punto è più sensato per lui che per Pissarro il quale almeno c'era in tutte le mostre. Berthe Morrisot (qui a sinistra: 1879 Giovane donna): c'è in tutte le esposizioni, è una tra i migliori ma tu dici e chi è? Mai sentita nominare, forse perché è l'unica donna. Ma a maggior ragione proprio per questo il suo nome avrebbe dovuto spiccare assolutamente nel tempo nella storia dell'Impressionismo, e invece fatto sta che fuori 4, forse proprio perché era donna!
Insomma chi resta di questi famosi Impressionisti? Monsieur Pierre-Auguste Renoir! Quatto quatto è l'unico e il solo sopravvissuto alla strage di questo fuoco incrociato tra congetture e testi ufficiali; che ripeto non sono poi tanto congetture perché queste cose, tra come sono andate le cose che leggiamo sui testi e quel che arriva poi alla gente comune di così tanta maestria artistica, lo potete tristemente concludere anche voi, è ben poco.
Renoir, figlio di un sarto, che non c'è in tutte le esposizioni impressionite, che poi verso dall' 81 'camba direzione' dopo il viaggio in Italia, e che alla fine dei suoi giorni sulla sedia a rotelle dipingeva col pennello attaccato all'avambraccio a causa della devastante artrosi, a mio parere resta l'unico vero Impressionista se ci riferiamo alla lista iniziale.
E allora: Hiiiit Paraaaaade!:
Sire impressionista degli impressionisti è Renoir, per il plein air; e a pari merito troviamo Degas che ne rappresenta legittimamente la direzione uguale e contraria per gli interni.
Pari merito fino a un certo punto però, perchè Degas (che vedete qui a destra) che tratta dalla pittura di storia e mitologica, con le Giovani Spartane, a quella contemporanea e quotidiana di stiratrici e ballerine, è a mio parere il venerabile padre maestro in quegli anni, il più completo e autonomo di tutta l'allegra compagnia.
Così è deciso, l'udienza è tolta.

sabato 16 febbraio 2008

martedì 8 gennaio 2008

Eleganza prima di tutto

Si dice che un nudo femminile è sempre bello, mentre un nudo maschile per essere bello deve essere perfetto. Forse è vero. Con tutti i sensi che si possono dare al nudo, da quello prettamente accademico a quello di divina bellezza, che dire invece di una donna vestita? Questo post non dirà molto al riguardo, perchè credo che le immagini parliano da sole. E’ vero il vestito copre le forme ma a volte le esalta, o le falsifica, un vestito può essere stupendo ma portato malissimo dalla donna sbaglaita (e se ne vedono molte) . Al contrario ci sono donne stupende che stanno bene anche col famoso straccio addosso (e se ne vedono poche). Ma qui non voglio parlare di vestiti o di storia del costume. Vorrei solo dire che trovo che la donna in tutti i secoli in cui è stata raffigurata non è mai stata così bella come nei dipinti di dame del 1400. Nel secolo successivo, senza nulla togliere a Gentileschi e Caravaggio ovviamente, non sia mai, un po’ le cose cambiano mi pare, per non parlare del 1600 con quella che io definisco la ‘costruzione’ della donna, nel senso che poveretta le costruivano un vestito attorno, troppo stretto al busto e troppo pomposo ai fianchi, e lei ci si doveva adattare dentro. Qui invece potete ammirare, e mai verbo è stato più appropriato, alcune delle dame che ritengo, a mio modesto parere, nella posa, nei vestiti, nonchè nelle acconciature e non ultimo nello sguardo di sopraffina bellezza. Non c’è complimeto per me più grande che si possa fare a una donna in qualsisi tempo di elegante; e le dame ritratte nel 400 lo sono certamente, sono eleganti in senso assolutamente lato! Ad una di queste mi sono permessa di rendere modesto omaggio nella mia Art Gallery con l'opera 'Regina di Cuori' (http://alessiaromeo.blogspot.com/) Purtoppo qui l’elenco sarebbe infinito, mi limito solo a queste ma per non cadere nella banale retorica, ho volontariamente omesso la famosa 'Dama con l'ermellino' ch etutti conosciamo per andar a cercare qualche viso meno noto ma di sicuro non meno elgenate. Per non fare torto a nessuno mi sono limitata a metterle in ordine cronologico, quando ho trovato la data esatta. L’ultima è un’infiltrata in questo post perchè del secolo successivo, ma di pochi anni, solo perchè del mio favorito Raffaello! Questo me lo dovete concedere

Nell'ordine:
I° 1490 'Cecilia d’Este'
di Ambrogio de Predis

II° 1490 'La belle Ferroniere'
di L.da Vinci
III° Bernardino da Cotignola
IV°Lorenzo Costa il vecchio
V° 1506 ‘Dama col liocorno’
di Raffaello Sanzio


sabato 5 gennaio 2008

Ingres e il fidanzamento

"Quanto largo e benigno si domostri talora il cielo nell'accumulare in una persona sola l'infinite ricchezze de' suoi tesori e tutte quelle grazie e' più rari doni che in lungo spazio di tempo suol compartire fra molti individui, chiaramente potè vedersi nel non meno eccellente che grazioso Raffaello Sanzio da Urbino. Il quale fu dalla natura dotato di tutta quella modestia che suole alcuna volta vedersi in coloro che più degli altri hanno a una certa umanità di natura gentile aggiunto un ornamento bellissimo d'una graziata affabilità, che sempre suol mostrarsi dolce e piacevole con ogni sorta di persone et in qualunque maniera di cose. Di costui fece dono al mondo la natura, quando vinta dell'arte per mano di Michelangnolo Buonarroti, volle in Raffaello essere vinta dall'arte e dai costumi insieme." G.Vasari

Come io ho voluto omaggiare il mio amato Raffaello nelle sue Tre Grazie, vedo che nei secoli precedenti altri artisti di fama leggggermente superiore alla mia hanno avuto la stessa idea. Esempio mirabile tra tutti quello di Jean-Auguste-Domique Ingres. Il suo ‘Il fidanzamento di Raffaello’ del 1814 è un continuo rimbalzare interno e esterno tra omaggio e rimandi a mio parere di completezza difficilemnte eguagliabile. Sì perchè l’omaggio non si limita ad un semplice doppio ritratto del suo ‘maestro’ e della sua storica sfortunata dolce metà (che sembrano quasi i fidanzatini di Raymond Peynet), ma aggiunge all’interno a destra una sorta d’inizio del famoso ritratto della Fornarina (1519) e alle loro spalle la Madonna della Seggiola (1513) già compiuta e appesa, la quale neanche a dirlo per me è una delle Madonne con lo sguardo più soave al mondo. Insomma 4 ritratti in un quadro solo; 3 donne e un uomo tutti legati da sentimenti reciproci. Tra l’altro tutte le donne ci guardano e lui invece mi da l’idea di uno che non sa più da che parte girarsi per ammirare tutta la bellezza che sente di avere intorno. Finchè ammira il ritratto che ha iniziato a fare alla sua amata la tiene sulle ginocchia e l’abbraccia, e poi tra un secondo si girerà a compiacersi anche della sua Madonna là in fondo... Ma il motivo per cui parlo di questo dipinto è fondamentalmente per via di una sensazione che ho avuto da subito appena l’ho visto, sensazione alla quale trovo riscontri nell’opera stessa. Vado a spiegarmi meglio: la sensazione è che Ingres abbia composto tutto ciò come in età contemporanea a quella di Raffaello, come se lui stesso fosse vissuto negli stessi anni. In che senso vi chiederete. Cerco di darvi in dettaglio le ragion di causa di questo mio particolare punto di vista, che anche se non non credo sia quello ufficiale degli storici dell’arte o dei biografi di Ingres, non mi dispiace affatto di avere. Mi spiego: mi pare che già dal titolo Ingres si sia voluto porre come testimone d’eccezione del fidanzamento in questione e che tale ritratto voglia valere come prova ufficiale (come era stato fatto per 'Il matrimonio dei Coniugi Arnolfini nel 1434 da Jan van Eyck). Margherita seduta sulle ginocchia guarda dritto in camera come si suol dire oggi, come se qualcuno la stesse ritraendo proprio lì adesso, in diretta, e chi meglio di un discepolo devoto nei secoli del suo fidanzato? Tale signor Ingres, il quale giuntagli nel 1814 la richiesta direttamente dal suo idolo si catapulta al contrario da 3 secoli escusivamente per l’occasione. Sapendo per certo che il fidanzamento ufficiale con Margherita non avvenne mai (perchè come si suol dire non s’aveva da fare) notando i due quadri nel quadro di cui dicevo prima, possiamo avere comunque l’idea dell’anno in cui avvenne questo segreto fidanzamento: essendo che la Madonna del 1513 è già finita, non può essere che il 1518/19, anno appunto del Ritratto di Fornarina, che è lì ed è appena iniziato. La missiva firmata da parte del Maestro Semi-dio Raffaello Sanzio che diceva chiaramente ‘ti prego vieni tu a farmi il ritratto prima che io perisca’ ci tengo a sottolienare arrivò ad Ingres segretamente nei modi più insospettati, sì xchè il fidanzamento tra i due è segreto e tale deve rimanere. Da cosa lo deduco? 1: Ormai mi pare di capire Raffaello a quel tempo si trovava rispetto a questa relazione in una situazione incresciosa di quelle che io definsico ‘tutti sanno ma nussuno sa niente’; 2: il maestro non si è mai dipinto in dolce compagnia di nessuno, tantomeno della Fornaria; 3: il luogo è quello privato dello studio dell’artista e la tenda è solo un po’ aperta giusto per la luce, non è mica davanti ad un notaio o tra amici e parenti; 4° ed ultimo punto ma fondamentale a riprova di ciò (e provate a darmi torto adesso) è proprio che a ritrarre i due innamorati sia Ingres! Sì perchè il fidanzamento è talmente segreto che Raffaello ha dovuto chiamare qualcuno di davvero fidato ma non un amico contemporaneo, per paura che spifferasse tutto! Insomma penso che per Jean-Auguste deve essere stato un’onore esser stato scelto a condividere come testimone nei secoli il segreto d’amore del suo ‘maestro d’arte’, come faceva a dir di no? Onore, nonchè onere nel cercar di produrre quest’opera così affascinante e perfetta, all’altezza della richiesta, come adeguato omaggio a prova di cambiamento delle mode e delle male lingue nei secoli dei secoli. ...amen.

lunedì 31 dicembre 2007

IPSE DIXIT !


Arte è ciò di cui non si capisce il significato,
ma si capisce avere un significato


Ogni ritratto dipinto con passione è il ritratto dell'artista,
e non del modello.
(O.Wilde)

L'opera d'arte è sempre una confessione.
(U. Saba)

L'arte non deve mai tentare di farsi popolare. Il pubblico deve cercare di diventare artistico.
(O. Wilde)


Un'aspirazione chiusa nel giro di una interpretazione, ecco l'arte.
(B. Croce)

L'arte di un popolo è specchio fedele della sua mente.
(J. Nehru)

Bisogna essere un uomo vivente ed un artista postumo.
(J. Cocteau)

L'artista è un uomo che non prostituirà mai la sua arte,
eccetto che per denaro.
(H. Meyers)

Ama l'Arte, tra tutte le menzogne è ancora quella che mente di meno!
(G. Flaubert)

Nel momento in cui ingannate per il gusto della bellezza,
vi rendete conto di essere artista.
(M. Jacob)


Artista è soltanto chi sa fare della soluzione un'enigma.
(K. Kraus)

Imparare a vedere è il tirocinio più lungo di tutte le arti.
(De Goncourt)


La realtà è un frastuono di cui l'arte deve saper fare un'armonia.
(A. Graf)


mercoledì 26 dicembre 2007

AUGURI 2007/2008

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AUGURI
DI BUON NATALE
BUON CAPODANNO
BUONE FESTE
E BUONA BEFANA,
E CHI è STATO BUONO
LO SA
E CHI NON è STATO BUONO
LO SA, LO SA BENISSIMO!
:)


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domenica 16 dicembre 2007

Il Volto di Cristo

Dato che siamo sotto Natale (e anche questo era un discorso che volevo far da un po’ di tempo) parlerò un po’ dell’Altissimo Signore Dio Nostro. Anzi no aspetta, non così in alto, non so no in grado, parlerò di Gesù Cristo, il figlio per intenderci, quello che si è incarnato in terra; faccio queste precisazioni così in modo che sia chiaro per tutti, per chi ci crede e per chi no. Questo non è un post sulla religione. La riflessione che vado a fare mi è venuta in mente un paio di mesi fa ormai e devo darne merito al professor Stefano Ferrari e al suo programma d'esame di Psicologia dell’Arte. Uno degli esami più interessanti che abbia mai fatto. - Permettetemi prima una nota di colore; una così detta battuta di settore: Premessa: uno dei testi trattava anche del senso del perturbante e del sosia. Mentre aspettavo il professore all'appello, io facendo l'esame da non frequentante, e avendolo visto solo una volta in foto sul sito, vedendo che tutti gli altri esaminandi come me si alzano al passare di un distinto signore, chiedo al primo ragazzo a fianco: è lui? e questo mi risponde: No è un sosia! è un sosia! è perturbante! è molto perturbante!!" :) - Andiamo a iniziare. In uno dei capitoli dei libri che avevo si parlava del volto di Cristo di com’è stato rappresentato durante i secoli. E della differenza tra Sindone, Veronica e Icona. Veronica che qui a sinistra vedete nella foto fatta da me medesima alla vetrata della Basilic of Holy Blood a Bruges in Belgio (Santa Veronica, comunemente conosciuta come la donna che asciugò con un panno il volto di Cristo lungo la Via Crucis; letteralmente si indentifica con il nome Veronica il fazzoletto con cui una certa Elisabetta asciugò il volto di Cristo; Veronica = Vera Icona / per saperne di più: http://www.santiebeati.it/dettaglio/62275) .. e mentre parla di tutto ciò diceva anche che, non solo l’uomo è stato fatto a immagine e somiglianza di Dio, ma anche viceversa! Nel senso che l’uomo si figura Dio a modo suo, nel suo modo di uomo. Da ciò si finiva col dire che tutti noi abbiamo in mente una certa immagine del volto di Cristo e Dio Padre, e che molto probabilmente se succedesse davvero che Gesù Cristo venisse sulla terra e si reincarnasse nelle sue proprie fattezze umane, e per caso non corrispondessero a quello che noi abbiamo in mente, noi non lo riconosceremmo come tale. Alchè mi sono chiesta quale sia la mia privata immagine del volto di Cristo. E mi sono risposta così: per forza quello del film di Zeffirelli Gesù di Nazareth del 1977. Poi mi sono chiesta chi è l’attore. L’ho trovato: tale Robert Powell. Insomma, sicuramente sarò scontata, ma secondo me quello era Gesù Cristo in carne e ossa, non so se mi spiego. Come altro può essere fatto? Anche quello di The Passion di M.Gibson non è male, ci somiglia ma non è lui! E' un sosia appunto! Pensavo che quell’attore, dopo i 3 film su Gesù non avesse più fatto altro, certo pensavo non si poteva compromettere ormai! E invece no, ho scoperto che ne aveva fatti altri! Quelli prima sono: La Perdizione 1974, Tommy 1975 e Al di là del bene e del male 1977, stesso anno di G. d N. Poi nel 1982 Il Gobbo di Notredamme. Tutti film che mi guarderò bene dal vedere se non voglio poi restare senza dio! Ok quelli prima non contano, ma forse la mia teoria del non compromettersi dopo non è del tutto sbaglaita, stando al fatto che il primo film dopo quello è distante 5 anni, e poi non ce ne sono altri. O no? Comunque accertato il fatto che se Gesù Cristo un giorno si dovesse reincarnare e presentarsi giusto a me, se non avesse le fattezze di Robert Powell io gli darei dell’impostore! Quella è la MIA Immago Christi. Poi mi sono chiesta quale fosse a livello figurativo. Dato che di quadri di Battesimi di Cristo, Ecce Homo, Cristo alla Colonna, Resurrezione eccetera ne ho studiati tanti, alla fine dopo una lunga ricerca l’ho trovato. È un Ecce Homo del 1893, mai sentito parlare di Joaquin Martinez DeLaVega? Ecco quest’artista ha dipinto esattamente la mia immagine di Cristo. E tu? ci hai mai pensato? se arrivasse uno biondo per esempio? Gli crederesti? Devo dire che un paio d'anni fa, una produzione RAI nel 1999 aveva azzardato un Gesù fisicamente tipo ragazzone californiano, tale Jeremy Sisto...e infatti non mi aveva convinto per niente. Robert VS Jeremy 1:0 ! Mi dispiace Jeremy, hai fatto del tuo meglio, nessuno è perfetto! però volevo aggiungere un'altra cosa:

“Alcuni studiosi sostiengono tuttavia che, in base alle usanze ebraiche dell'epoca, Gesù non poteva portare i capelli lunghi. A supporto di questa tesi si cita un passo di San Paolo (Prima Lettera ai Corinzi 11,7-16) che definisce "indecoroso" lasciarsi crescere i capelli. .Inoltre, poiché Giuda lo baciò per farlo riconoscere, si presume che Gesù fosse una persona come tante altre, senza caratteristiche fisiche di spicco.”

Ecco, ma allora perchè in tutti i film ha sempre i capelli lunghi? e anche nella Sacra Sindone ci sono barba e capelli lunghi (ammesso che sia davvero lui e non un uomo qualsiasi come qualcuno sostiene). ... non saprei... non ho mai visto raffigurazioni di Gesù con capelli corti. O sbaglio? se ne trovate ditemelo pure. Sbarbato sì, vedi per esempio il 'Cristo Benedicente' di Raffaello, e infatti, in fondo in fondo non mi ha mai convinta neppure quello, ma con i capelli corti non mi pare...

'Nel periodo tardo antico, con la secolarizzazione del culto cristiano e il distacco dalla tradizione ebraica, si diffondono rappresentazioni dirette di Gesù raffigurato come giovane imberbe fino al 6sec; entro il 4sec compare anche il Gesù barbuto e con i capelli lunghi, che diventerà la sua raffigurazione canonica (ad es. S.Apollinare Nuovo a Ravenna)

Successivamente il Gesù imberbe scompare dall'oriente mentre appare talvolta nell'arte carolingia e romanica. L'affermarsi dell'immagine barbuta venne influenzata dall'affermarsi di immagini ritenute autentiche come il Mandylion e la Sacra Sindone. In età bizantina l'iconografia di Gesù viene codificata rigorosamente, anche a seguito della disputa sull'iconoclastia.

Dal Rinascimento si ha in Occidente un'evoluzione, rompendo la fissità delle raffigurazioni bizantine. In quest'epoca la figura di Gesù si laicizza e diventa il prototipo dell'uomo perfetto. Tale visione avrà il suo massimo esponente in Michelangelo che nel Giudizio universale recupera l'immagine paleocristiana del Cristo imberbe.'